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L'importanza di utilizzare le pompe per calcestruzzo in totale sicurezza
la formazione per l’utilizzo delle pompe per calcestruzzo
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L’Accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2012, ha stabilito che tutti gli operatori delle pompe per calcestruzzo, devono aver effettuato una formazione ed un addestramento specifico. I contenuti della formazione e le modalità di addestramento degli addetti, sono definiti all’interno del predetto Accordo.

 

Tipologie di pompe per calcestruzzo e caratteristiche della formazione

La pompa per calcestruzzo è un macchinario che consente di condurre il calcestruzzo ad una certa distanza dal punto di fornitura, attraverso una serie di tubazioni, ed è utile al fine di poter effettuare getti in luoghi difficilmente accessibili ed in tempi contenuti.

Esistono sostanzialmente tre grandi categorie di pompe per calcestruzzo:

    1    Pompe Autocarrate: è un mezzo su ruote autorizzato a circolare su strade, composto da una cabina di guida anteriore e da una serie di tubazioni snodate che consentono la conduzione e la fornitura del calcestruzzo al piano di posa definito.

    2    Autobetonpompe: è un mezzo simile alla pompa autocarrata, ma dotato anche di bicchiere (o tamburo) posteriormente, in grado pertanto di trasportare, miscelare e pompare il calcestruzzo in luogo predefinito.

    3    Pompe carrellate: sono pompe che devono essere trasportate da un altro mezzo, possono essere a cingoli, ad appoggi articolati o su ruote e svolgono la stessa identica funzione delle Pompe Autocarrate, con il pregio di essere più piccole e maneggevoli.

La durata della formazione, è di 14 ore: la parte teorica ha una durata di 7 ore, così come la parte di addestramento pratico.

Tale formazione ha una validità di 5 anni dalla data di emissione dell’attestato e potrà essere rinnovata per altri 5 anni, mediante la frequentazione di un corso d’aggiornamento di 4 ore.

L'attività formativa può essere organizzata ed erogata da soggetti formatori, con esperienza documentata di almeno sei anni nella formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, oppure da soggetti formatori con esperienza documentata, almeno triennale alla data di entrata in vigore dell’Accordo Stato Regioni, nella formazione per le specifiche attrezzature di lavoro entrambi accreditati in conformità al modello di accreditamento definito in ogni Regione e Provincia autonoma ai sensi dell’intesa sancita in data 20 marzo 2008 e pubblicata su GURI del 23 gennaio 2009. Oltre a questi, possono erogare la formazione anche le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’INAIL, le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori nel settore di impiego delle attrezzature, gli ordini o collegi professionali, le aziende produttrici/distributrici/noleggiatrici/utilizzatrici dell’attrezzatura, gli enti bilaterali o le scuole edili.

 

Obblighi e responsabilità

E’ compito del Datore di Lavoro organizzare e formare i propri dipendenti sulla base della mansione di ogni lavoratore, considerando anche la necessità degli stessi di utilizzare macchine ed attrezzature specifiche, come ad esempio le pompe per calcestruzzo.

E’ pertanto importante sottolineare che, il conducente di una macchina da lavoro, ha una responsabilità civile e penale diretta, in quanto opera in totale autonomia, scegliendo le modalità operative più corrette in relazione alle manovre da eseguire ed è stato specificatamente formato ed addestrato allo scopo; ha inoltre anche l’onere di valutare se l’attrezzatura di lavoro è idonea e sicura allo scopo, prima di utilizzarla.

Altro aspetto importante è quello legato al Datore di Lavoro che utilizza una pompa per calcestruzzo; la norma prevede che tutti gli utilizzatori dell’attrezzatura di lavoro debbano effettuare la relativa formazione ed il relativo addestramento in conformità alla vigente normativa, compresi i Datori di Lavoro.

 

Spunti di riflessione

Di seguito si riportano due esempi di infortunio accorsi durante l’utilizzo delle pompe per calcestruzzo:

Il primo è il caso di un infortunio mortale di un lavoratore che stava effettuando operazioni di pompaggio di calcestruzzo da un'autobetoniera per costruire una soletta.

Dopo una decina di minuti di fornitura di calcestruzzo, azionata da una pulsantiera che il lavoratore aveva al collo, il braccio della betonpompa improvvisamente si abbatte su di lui causandone la morte per frattura del cranio.

Diversi gli elementi causali, determinanti o modulatori, dell’infortunio mortale:

- il cedimento strutturale dello snodo principale della pompa (collasso delle saldature);

- il transito sotto il braccio della autobetonpompa;

 

Nel secondo caso un lavoratore si trova con i componenti della squadra (4 persone) nella zona cosiddetta di riempimento dell'arco rovescio di una galleria per procedere al getto di calcestruzzo.

L’operazione consiste nel riempimento di calcestruzzo di uno strato di pavimento nella zona centrale della galleria, ad profondità di circa 150 cm.

Tale calcestruzzo è fornito da una autobetonpompa; sopra la zona dove si trova il primo lavoratore vi è un ponte dotato di movimento di traslazione laterale per poter consentire il passaggio dei veicoli lungo la galleria, inoltre al centro della stessa zona è ubicata anche una cassaforma di larghezza di 120 cm e circa 60 cm di profondità, per la realizzazione di una canaletta di sezione trapezoidale destinata al passaggio di tubi e servizi della galleria.

Il lavoratore si trova sopra la canaletta e guida la parte terminale del tubo della pompa per eseguire il getto; nel corso di questa operazione viene investito al volto da un getto cls fuoriuscito violentemente a causa di una rimessa in marcia della pompa che si era momentaneamente bloccata. A causa del contraccolpo batte violentemente la testa (non indossa il casco di protezione) su una parete metallica della canaletta. Muore per frattura cranica (non indossava dispositivi di protezione della testa).

Anche in questo caso, il principale problema è stato quello dell’assenza del casco di protezione, cioè il mancato utilizzo di idonei Dispositivi di Protezione Individuali.

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