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Valutare il rischio aggressione per completare la valutazione dei rischi aziendali
rischio aggressione
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Innanzitutto si ricorda che normativamente parlando, il Datore di Lavoro ha l’obbligo di valutare tutti i rischi che l’attività lavorativa e l’ambiente di lavoro in cui si svolge, possono generare nei confronti dei lavoratori. Il rischio aggressione, è un rischio presente all’interno di molte attività, ma fino ad oggi è stato valutato solamente da poche aziende, quelle in cui la matrice di rischio risulta veramente importante.

 

Cosa si intende per rischio aggressione

Viene considerata aggressione sul luogo di lavoro, non solo ed esclusivamente quella “materiale”, ma qualsiasi episodio che implichi insulti, minacce, forme di aggressione fisica e psicologica sul posto di lavoro, praticate da soggetti esterni o interni all’organizzazione, in grado di mettere in pericolo la sicurezza, la salute e il benessere psicofisico di una persona. E’ chiaro che con una definizione così ampia, sembra che qualsiasi lavoratore, di qualsiasi attività e di qualsiasi settore, possa essere soggetto al rischio aggressione, ma in realtà esistono delle attività professionali dove il rischio aggressione la fa da padrone. Vediamo quali.

 

Attività lavorative esposte al rischio aggressione

Il Datore di Lavoro, unitamente alle proprie figure della sicurezza, oltre ad avere l’onere di valutare tutti i rischi che le proprie attività lavorative generano, deve anche capire quanto le stesse influiscono sui lavoratori e come fare per limitare al massimo il rischio. Limitandoci in questo al rischio aggressione, possiamo evidenziare quali sono le aziende maggiormente esposte a questo rischio:

  • Settore di appartenenza: servizi (in particolare sanità), trasporti, commercio, ristorazione, finanziario, istruzione, recupero del credito ed esercizio dello sportello clienti;
  • Attività lavorativa: gestione del denaro o beni di valore, distribuzione o gestione di farmaci dal notevole valore economico, assistenza pazienti aggressivi e/o interessati da problematiche mentali, frequenti rapporti con l’utenza (specie se trattasi di utenza sottoposta a stress per varie cause quali le lunghe attese), lavori di ispezione, controllo o esercizio di pubblica autorità;
  • Tipologia del lavoratore: lavoratori di sesso femminile, portatori di disabilità o che operano da soli o in contesti isolati, operatori non idoneamente formati dal punto di vista professionale.

Le conseguenze per coloro che hanno subito aggressione possono variare notevolmente, dalla demotivazione al lavoro, allo stress ai danni alla salute fisica o psicologica, fino ad arrivare a situazioni più gravi come paure, fobie e disturbi del sonno. Tutto questo ha determina ripercussioni sull’organizzazione, sia in termini di perdita della produttività sia in termini di assenteismo.

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