Bellero srl info@bellero.it +39 0342 380900

BLOG

Rumore: un nemico a lungo termine
il rischio rumore
425 0

Il Testo Unico sulla sicurezza, impone al Datore di Lavoro di valutare tutti i rischi che la propria attività genera, redigendo un adeguato Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Tra i principali rischi per la salute, troviamo quello causato dall’esposizione in ambiente lavorativo ad agenti fisici (rappresentano dei fattori governati da leggi fisiche che provocano una trasformazione delle condizioni ambientali nelle quali si manifestano) che coinvolge solo in Italia milioni di lavoratori.

Alcuni dati correlati al sistema di sorveglianza delle malattie professionali, evidenziano come nell’ultimo triennio più del 70% delle malattie professionali sono causate dall’esposizione dei lavoratori al rischio rumore.

 

Il rischio rumore negli ambienti di lavoro

Il rumore è un rischio trasversale, che riguarda la vita di ogni individuo e a cui nessuno può totalmente estraniarsi; ma se l’esposizione avviene in un luogo di lavoro, magari per tempi ed intensità rilevanti, ecco che allora occorre gestire il rischio, effettuando una valutazione specifica e definendo tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie per abbattere il rischio.

Nell'ambito di quanto previsto dalla vigente normativa, il datore di lavoro, supportato dalle figure di riferimento per l sicurezza (RSPP, Medico Competente e RLS) valuta l'esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare: 

  • il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo;
    i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui all'articolo 189; 
  • tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore, con particolare riferimento alle donne in gravidanza e i minori; 
  • per quanto possibile a livello tecnico, tutti gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori derivanti da interazioni fra rumore e sostanze ototossiche connesse con l'attività svolta e fra rumore e vibrazioni; 
  • tutti gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni; 
  • le informazioni sull'emissione di rumore fornite dai costruttori dell'attrezzatura di lavoro in conformità alle vigenti disposizioni in materia; 
  • l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l'emissione di rumore; 
  • il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l'orario di lavoro normale, in locali di cui è responsabile; 
  • le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica; 
  • la disponibilità di dispositivi di protezione dell'udito (DPI) con adeguate caratteristiche di attenuazione. 

 

Quando fare la valutazione rischio rumore

La valutazione specifica del rischio rumore, è necessaria se si ritiene che il valore di esposizione possa essere maggiore o uguale ad 80 dB, soglia entro la quale, nella maggior parte dei casi, troviamo gli uffici ed i locali pubblici anche rumorosi. La valutazione specifica, deve essere ripetuta ogni 4 anni, oppure in occasione di modifiche acustiche particolarmente significative sopraggiunte a causa di interventi di insonorizzazione dei locali di lavoro, oppure a causa di sostituzione di attrezzature di lavoro particolarmente rumorose.

 

Come si calcola il rischio rumore

Per rilevare l’intensità del rischio rumore, bisogna ricorrere ad una strumentazione specifica definita fonometro. Lo stesso è in grado di misurare il livello di esposizione ed il relativo tempo di esposizione, parametri necessari per definire l’entità del rischio. Vi sono due grandezze che danno il valore dell'esposizione al rumore continuo, che possono essere confrontate con il limite di legge:

  • il livello di esposizione individuale al rumore giornaliero (Lex,d): valore medio ponderato, in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di 8 ore;
  • il livello di esposizione individuale rumore settimanale (Lex,w): valore medio ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione giornaliera al rumore per una settimana nominale di 5 giornate lavorative di 8 ore cadauna. 

Il Testo Unico sulla sicurezza, prevede dei valori limite di esposizione (livelli di esposizione il cui superamento e' vietato) e dei valori superiori ed inferiori di azione (valori a partire dai quali devono essere attuate specifiche misure di tutela per i soggetti esposti). 

Laddove a causa delle caratteristiche intrinseche dell’attività lavorativa, l'esposizione giornaliera al rumore varia significativamente da una giornata di lavoro all'altra, è possibile sostituire, ai fini dell'applicazione dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, il livello di esposizione giornaliera al rumore con il livello di esposizione settimanale a condizione che: 

  • il livello di esposizione settimanale al rumore, come dimostrato da un controllo idoneo, non ecceda il valore limite di esposizione di 87 dB(A); 
  • siano adottate le adeguate misure per ridurre al minimo i rischi associati a tali attività. 

Nel caso di variabilità del livello di esposizione settimanale va considerato il livello settimanale massimo ricorrente.  

 

  • il livello di esposizione individuale al rumore giornaliero (Lex,d): valore medio ponderato, in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di 8 ore;

  • il livello di esposizione individuale rumore settimanale (Lex,w): valore medio ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione giornaliera al rumore per una settimana nominale di 5 giornate lavorative di 8 ore cadauna.

Il Testo Unico sulla sicurezza, prevede dei valori limite di esposizione (livelli di esposizione il cui superamento e' vietato) e dei valori superiori ed inferiori di azione (valori a partire dai quali devono essere attuate specifiche misure di tutela per i soggetti esposti).
Laddove a causa delle caratteristiche intrinseche dell’attività lavorativa, l'esposizione giornaliera al rumore varia significativamente da una giornata di lavoro all'altra, è possibile sostituire, ai fini dell'applicazione dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, il livello di esposizione giornaliera al rumore con il livello di esposizione settimanale a condizione che:

• il livello di esposizione settimanale al rumore, come dimostrato da un controllo idoneo, non ecceda il valore limite di esposizione di 87 dB(A);

• siano adottate le adeguate misure per ridurre al minimo i rischi associati a tali attività.
Nel caso di variabilità del livello di esposizione settimanale va considerato il livello settimanale massimo ricorrente.


page1image1787936

Rumore: rischio o pericolo
Per chiarire ogni dubbio, basta fare riferimento alle definizioni dei due vocaboli.
Per rischio, si intende la probabilità che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone; mentre per pericolo si intende l’entità del danno che un determinato rischio genera alle persone. Da qui, è facile intuire quanto importante sia valutare i rischi in relazione alla probabilità e all’intensità del danno. Nel caso specifico del rumore, lo stesso è un rischio evidente per la salute dei lavoratori, ma se la sua entità è inferiore al livello inferiore di azione non genera alcun pericolo per salute; viceversa occorre definire delle misure di prevenzione e protezione dal rischio per ridurre al minimo il pericolo. 

Valori limite di esposizione e valori d'azione

  • Valore limite di esposizione: Lex 87 dB (A) e Ppeak 140 dB (C);
  • Valore superiore d'azione: Lex 85 dB (A) e Ppeak 137 dB (C);
  • Valore inferiore d'azione: Lex 80 dB (A) e Ppeak 135 dB (C).
 

Rumore: rischio o pericolo

Per chiarire ogni dubbio, basta fare riferimento alle definizioni dei due vocaboli.

Per rischio, si intende la probabilità che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone; mentre per pericolo si intende l’entità del danno che un determinato rischio genera alle persone. Da qui, è facile intuire quanto importante sia valutare i rischi in relazione alla probabilità e all’intensità del danno. Nel caso specifico del rumore, lo stesso è un rischio evidente per la salute dei lavoratori, ma se la sua entità è inferiore al livello inferiore di azione non genera alcun pericolo per salute; viceversa occorre definire delle misure di prevenzione e protezione dal rischio per ridurre al minimo il pericolo. 

Condividi
Ti potrebbe interessare anche...
Lascia un commento!
*  *  * 
I PIÙ LETTI
misure di prevenzione e protezione
Cat. : Documenti della sicurezza - 20 aprile, 2018